"Salve e grazie. Sono Artemisia.
Ultimamente si sente sempre più parlare dei Draghi e delle cosiddette Regine o Sacerdotesse Drago legate a Lemuria.
La gente comincia a ricordare sprazzi di verità antiche, di simboli sacri e a farsi domande sulla propria origine e su questa civiltà ancestrale di cui si sente parlare.
Allora ho deciso di farmi avanti, consapevole che il Femminino Sacro è attivo sul Pianeta e che Gaia lo incarna e lo incanala in noi donne con più potenza, in questo periodo.
Per questo ho scelto di condividere la mia storia e certe parti della storia di Lemuria, per come io la conosco e nonostante le eventuali lacune nei miei ricordi.
Io so di essere stata lemuriana e non solo, ero una di queste donne, sacerdotesse o regine dette drago.
Secondo me più che di Regine, o Principesse (come ho letto altrove, anche nei libri di Telos), si dovrebbe usare il termine di "Reggente".
Non so perché chi dice di ricordare qualcosa menziona un certo numero di queste mitiche regine.
Forse perchè il territorio era così grande che ogni zona aveva una reggente o una sacerdotessa del Drago, onestamente non me lo ricordo.
Però mio padre è un lemuriano disincarnato, antico, che vive a Lemuria in quinta dimensione. Sono in contatto telepatico con lui da anni, per cui è riuscito a farmi avere molti messaggi, ricordi e ispirazioni. Lui sostiene che quella che noi chiamiamo Regina Drago è solo una.
Anche io sento che esiste una sola Regina Drago e sono convinta sia Gaia.
Il Drago è un simbolo, uno dei simboli di Gaia, così come l'Urobòro, il mitico serpente drago che divora la propria coda per sopravvivere, in un ciclo infinito di morte e rinascita che rappresenta la Terra.
Il Drago rappresenta la conoscenza trascendentale, il passaggio tra i mondi, il ponte fra le dimensioni.
E chi, meglio di Gaia, incarna tutte queste qualità e potenzialità?
Il Drago, così come la Balena, detta drago d'acqua, non sono animali ma creature donateci dai fratelli stellari.
Solo Gaia ha accesso al regno dei draghi indisturbata perché il loro mondo è in quinta dimensione.
Essi sono infatti fra le creature delicate e mistiche che vivono sulla Nuova Terra in quinta dimensione, quindi nella nuova condizione vibratoria.
Nuova per noi, non certo per i draghi.
Attendono e, come loro, Gaia attende.
Ogni tanto si muove ed è come se si muovesse un drago, distruttivo e costruttivo insieme, saggio e feroce. Selvaggio.
L'energia di Gaia è l'energia del Drago, anche perché essa rappresenta il connubio tra saggezza e impetuosità. I vulcani ne sono un esempio.
Gaia sta ripulendo i suoi chakra dalla sporcizia umana e, quando lo fa, usa l'energia del drago che è in lei e in ogni donna, raggomitolata nella kundalini, alla base della spina dorsale.
Quello è il nostro drago energetico personale. Come noi nel nostro piccolo, Gaia possiede e usa l'energia del Drago per eccellenza. Si prepara per l'Ascensione, in cui la sua essenza di drago le servirà tutta, data la pesantezza dell'umanità.
Le donne che, come me, si definiscono "del drago", o sacerdotesse o perfino reggenti, rendevano omaggio con la loro energia naturale alla Regina Drago Gaia.
Dominavano gli elementi con l'aiuto delle energie di Gaia e dell'Universo strette in una danza; sentivano il respiro della terra, i suoi cicli e movimenti, il respiro di drago dei vulcani.
Le donne lemuriane non soffocavano gli elementi della dea madre Gaia ostacolando il flusso delle sue correnti o le sue emissioni di energia, non placavano le tempeste, non coltivavano la terra ma cantavano con gli alberi e raccoglievano i loro frutti, se ne avevano il permesso.
Le donne del drago intrecciavano cesti, scolpivano la pietra con l'energia delle loro anime ma eseguivano le rifiniture a mani nude, accarezzando Gaia, custodivano i cristalli sacri e li caricavano di energia. Cristalli che, come doni energetici di Gaia, alimentavano le fiamme di Templi sacri, in cui bruciavano fuochi archetipici (guarigione, saggezza, vita eterna etc).
Ogni regno era considerato sacro, un regno fratello. Non si poteva neanche concepire l'idea di proteggere la natura perchè non esisteva alcun pericolo da cui proteggerla. Certi concetti nemmeno esistevano. Si viveva nella più totale innocenza.
Questa purezza è la chiave della civiltà lemuriana ma si perse con la decadenza di essa.
Io sono stata una donna del drago ad Antica Lemuria, ricordo com'era prima della caduta, prima del libero arbitrio.
Mi è stato fatto ricordare da mio padre e da altre donne lemuriane come me.
Le potenti donne lemuriane di cui ho parlato sono le donne della Terra, le donne di Gaia, le donne del Drago, e io ricordo di essere stata una di loro.
Ricordo che donne potenti conducevano una società in cui la femminilità aveva un ruolo diverso dal maschile.
L'uomo era subordinato alla donna in quanto ad energia e conoscenze. Ne divenne, col tempo, dipendente e poi succube.
Era l'epoca della decadenza prima della caduta.
Questo pianeta è femmina, emana una forte impronta femminile.
Il potere delle donne, col tempo (intendo cambiamenti avvenuti in migliaia di anni lineari), divenne eccessivo e l'equilibrio degli uomini instabile.
Mi spiego. E' probabile che anche il sesso avesse una funzione "sacra" in quell'antichità decadente: una donna potente poteva avere più uomini. E questo le dava più energia e potere.
Era lei a gestire i 4 elementi, dispensava sesso e abbondanza, finchè questo non portò a uno squilibrio tale che, col passare del tempo, le altre donne potenti non si unirono più a queste cosiddette sacerdotesse.
Ma sto parlando di un'epoca remota, anche se non troppo, quella che chiamo "ultima era lemuriana", l'era di cui faccio parte.
L'ultima età di Lemuria è quella in cui ha vissuto parte della gente scomparsa in mare nello tsunami che ha spazzato via il nostro continente, ossia gli attuali incarnati, e parte di coloro che sono migrati in Quinta Dimensione.
Questa età corrisponde al sorgere di un'altra importante civiltà. Quella atlantidea. Costituita da ingegneri, costruttori, scienziati e recante sul pianeta un'energia maschile. E' a questa civiltà, i cui valori sono stati distorti già nell'antichità, che dobbiamo parte dello sviluppo tecnologico, anche se non sempre etico, e dell'attuale dispregio della natura, che invece i lemuriani veneravano."
Testo: Artemisia
FINE PRIMA PARTE

